Evanescence a Vienna

20 November 2006 » In musica, viaggiare

Comincio la breve recensione su Vienna parlando del concerto degli Evanescence del 17 novembre al Gasometer. Il complesso Gasometer City è facilmente raggiungibile via metropolitana (U3) che vi scarica proprio davanti all’ingresso della struttura A (ce ne sono 4, infila e collegati tra loro). All’interno potete trovare negozi, locali, un megaplex e molto altro tra cui la “Concert Hall” alla base della struttura B. Sala ben organizzata con ampia zona per pubblico in piedi e galleria frontale e laterale per i posti a sedere, efficiente servizio guardaroba e forniti bar e chioschi. Tutto al chiuso. Unico neo il fumo: lì è ancora possibile fumare nei luogi pubblici e dopo averci fatto l’abitudine a respirare aria abbastanza sana non è che si stia troppo bene dentro ad una nube tossica…

Coda molto civile (a parte le ragazzine di testa che scattavano per il posto sulla transenna) assieme a un nuvolo di ragazze (principalmente) e ragazzi (in modo minore) decisamente dark: colore dominante il nero sia sui vestiti che sui trucchi, molti piercing (a tutte le età) e molta pelle. Perquisizione e deposito delle digitali che verranno riprese all’uscita presentando la ricevuta, guardaroba. Finalmente si entra. In piedi si sta bene non c’è tutta sta ressa da stadio, salvo le prime file.

Ore 20 in punto cominciano a suonare i Revelation Theory che per una buona mezz’ora intrattengono e fanno scaldare il pubblico che subito apprezza il sound della band di NewYork City. Simpatico l’ingresso di John LeCompt (chitarrista Evanescence) per suonare assieme ai Revelation Theory. Poi si riaccendono le luci e mentre i tecnici sgombrano il palco i Revelation Theory scendono letteralmente tra la folla (il cantante e il chitarrista mi sono passati a 5 cm) con scatoloni di cd a fare la vendita della serata al grido di “Cd! ten euro”, non pare essere andata male.

Ore 21 tutto è pronto e il main stage è libero, si comincia a rumoreggiare… Poco più tardi si spengono le luci e lo spettacolo ha inizio. Tra il nuovo album (The open door) e i brani più di successo di Fallen la band di Little Rock suona di filata per 1 ora e un quarto (mi aspettavo qualcosina di più) accogliendo anche, in un gioco di intrecci, la base guitar dei Revelation Theory. Da brivido My Immortal quando Amy Lee si mette al piano e da sola fa cantare tutti i presenti (detto tra noi gli austriaci non è che siano così scatenati il massimo lo raggiungono con un braccio alzato che fa le corna e ondeggia a tempo di basso, caso a parte l’imburnito che stava dietro a noi: ha urlato senza sosta anche quando non doveva, un caso clinico). Da sottolineare la resa vocale di Amy Lee anche in live, davvero una voce portentosa ed un risultato che non è da tutti. Il tutto prosegue senza respiro fino a quando la front woman annuncia “one more song for you” dopo la quale ci si ritrova con le luci accese e i chitarristi che lanciano pletri e il batterista a tirare le bacchette. Hai un attimo per pensare e pensi che ne è proprio valsa la pena.

Commenti

2 Commenti per “Evanescence a Vienna”

  1. pappa il 21 November 2006

    come ti avevo detto gli austriaci non sono molto da concerto.
    il posto mi sa che non è lo stesso di 2 anni fa, io il concerto l’ho visto in una specie di area industriale dismessa con tanto di birrerie all’interno dell’area concerto, arena che ti permetteva di vedere il concerto da qualsiasi posizione e a fine concerto costine alla brace e birra a fiumi!!!

  2. Daniel il 21 November 2006

    Mah guarda, sono 4 palazzoni tondi messi in fila. Credo fossero usati a scopo indistriale e poi convertiti dopo essser stati dismessi, almeno questa è la mia idea…si dentro ci sono dei bar…

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