Il modo migliore per spostarsi e visitare Vienna è senza dubbio l’utilizzo dei mezzi pubblici. Il servizio offerto è davvero eccellente e si dice essere tra i migliori d’Europa: una fitta rete interconnessa di metropolitane, trenini, tram e autobus che senza sosta muovono l’intera città e tutta la zona periferica. Con 16,90€ si prende la Vienna Card che permette di viaggiare per 72 ore con ogni tipo di mezzo e vi giuro che in 3 giorni ve la ripagate alla grande, inoltre permette di avere molti sconti su biglietti vari e presso molti negozi. In albergo chiedete alla reception (o ad uno sportello di informazioni turistiche) una cartina della città e dei mezzi pubblici facendovi indicare la stazione della metro più vicina. Dopo un attimo di studio capirete subito come funziona il tutto e quanto funziona bene! Invidio i Viennesi.
Stazioni pulite, informazioni chiare e tabelloni elettronici che comunicano non solo quanto manca al prossimo mezzo ma addirittura a quello successivo (metro). Puntualità che regna sovrana, mezzi puliti e adeguati. Proprio in questi giorni in cui si parla molto della situazione disastrosa delle Ferrovie dello Stato credo che immaginare un futuro simile a quello che ho descritto (presente) sia pura utopia.
Proprio poco fa seguivo a Ballarò la trattazione del tema delle Ferrovie da parte dei presenti tra cui l’Amministratore Delegato Mauro Moretti: ogni volta viene fatto presente che i prezzi sono bassi rispetto ad altri paesi, che i soldi che lo Stato dovrebbe garantire non sempre arrivano, che c’è bisogno di responsabilizzare i clienti…ci sarebbe motivo di pagare di più per un servizio che non migliorerà? Coperture orarie ridicole, treni che cadono letteralmente a pezzi e per di più sporchi (e lo dico da 10 anni di pendolarismo) e sottodimensionati per la pressione di passeggeri che devono sopportare, personale che rappresenta l’icona del “dipendente pubblico per eccellenza”. Giovedì mattina prima di andare in ufficio (sapendo che la biglietteria ha orario 6.45-10.45 la mattina) mi sono presentato in stazione nel mio paese per fare i biglietti per Vienna: entrando riconosco l’impiegato della biglietteria che con passo tranquillo esce dalla stazione e si dirige verso la Posta situata a 200 metri lasciando il proprio posto di lavoro ed interrompendo quindi il servizio. Morale della favola ho atteso 10 minuti abbondanti i comodi del “dipendente statale”…e poi sono tutti pronti a scioperare non appena nell’aria si sente la parola “tagli” o non viene subito firmato il CCNL con l’aumento sperato…sono disgustato.