Experiment #214

Il 31 ottobre i due più famosi “esperti” di Diet Coke e Mentos hanno messo in atto l’esperimento #214. Ho voluto riprendere a preparare filmati divertenti per i cellulari e quindi ecco la conversione in .3gp tanto amata dai telefonini. Presto nuovi filmati.

Approfitto per segnalare un’utile estensione per Firefox che permette di salvare sul disco rigido i filmati in Flash Video (.flv) che trovate su YouTube e GoogleVideo, proprio ora che YouTube comincia a mandare diffide contro il download dei filmati. Speriamo resti un caso isolato, dopo tutto anche se la gente si scarica qualche video non credo che il traffico generato dal portale più in voga del momento ne possa risentire in alcun modo. Buon divertimento!

Si parte!

Come già annunciato da domani (venerdì) sarò a Vienna con la mia dolce metà per il concerto degli Evanescence e per passare un paio di giorni a spasso. Quindi niente aggiornamenti sul blog fino domenica sera, non mi porto dietro il portatile, credo rischierei la morte…In compenso cellulare e digitale, spero di fare un po’ di foto decenti. A presto!

Raddoppia la quantità consentita di cannabis

Dopo l’indulto ecco un’altra grande trovata del Governo:

Sale da 500 a 1.000 milligrammi il quantitativo massimo di cannabis espresso in principio attivo detenibile ad uso esclusivamente personale.

L’attuale ministro della Salute Livia Turco commenta il fatto come una vittoria visto che ora non si rischierà più il carcere ma solo una sanzione amministrativa in caso di possesso superiore alla nuova soglia. Sminuisce poi il fatto di far circolare più droga dicendo che la lotta deve essere fatta contro gli spacciatori e le grosse organizzazioni e non contro i consumatori. Io sono del parere che “morto” uno spacciatore se ne fa un altro e i consumatori ringraziano e continuano nelle loro abitudini, se invece si colpisse più duramente chi fa uso di certe sostanze credo che si darebbero molti più problemi a chi commercia certe sostanze. Bravi. Complimenti. Ancora una volta.

Skype, Symbian e VoIP su cellulare

Girovagando in rete alla ricerca di informazioni su eventuali programmi VoIP per Symbian mi sono imbattuto in fring. Tale applicazione permette di comunicare (voce, messaggi) con i vostri contatti Skype e Google Talk direttamente dal vostro telefono con Symbian OS pagando solo quanto stabilito dal vostro piano telefonico. Ecco che abbiamo trovato il punto debole: l’applicazione è carina e funziona bene (l’ho testata personalmente poco fa) resta il fatto del costo da sostenere per la connessione GPRS/UMTS. L’attuale tariffazione, purtroppo, non è così “gentile” da permettere di risparmiare sfruttando applicazioni simili a questa. Dobbiamo quindi navigare verso altri lidi.
Alcune indiscrezioni lasciano trasparire l’ipotesi di avere Skype per Symbian entro Natale. Tale versione del celebre strumento VoIP supporterebbe traffico via WiFi e UMTS. Chiaramente molti operatori telefonici si sentono minacciati dal rilascio di un’applicazione del genere che andrebbe a dare un duro colpo agli introiti degli operatori stessi (sicuramente bloccheranno il traffico VoIP dalle loro reti), per contro ce ne sono altri che hanno accolto di buon grado la notizia e pare vogliano collaborare con Skype.

Vediamo lo scenario nei due casi possibili di veicolazione del traffico via WiFi e UMTS:

WiFi Cellulare Symbian con supporto WiFi, client Skype installato e access point WiFi disponibile nelle vicinanze. Questo è sicuramente il caso migliore, i dati viaggiano su internet ed i costi sono in funzione di chi andiamo a chiamare:

  1. Utente Skype su pc: costo effettivo ZERO.
  2. Utente Skype su telefonino WiFi collegato ad un access point: costo effettivo ZERO.
  3. Utente Skype su telefonino WiFi non collegato ad un access point o Utente normale: tariffazione di SkypeOut quindi per i fissi vige la tariffa globale di 1,7 centesimi di Euro al minuto (nella maggior parte delle destinazioni), per i mobili in Italia 25 centesimi al minuto.

Abbiamo visto quindi che i casi migliori (tralasciando per il momento la chiamata verso un utente PC visto che parliamo di mobilità) richiedono che anche l’interlocutore possa sfruttare un dispositivo mobile con Skype nelle vicinanze di un access point WiFi, altrimenti si ricade nella tariffa di SkypeOut che dopo tutto è comunque vantaggiosa almeno per le chiamate verso fisso. Si trova sicuramente di meglio per le chiamate verso i cellulari.

UMTS Cellulare Symbian, client Skype installatoso. In questo caso abbiamo dei costi di base che sono rappresentati dallo scambio dati via rete UMTS, la tariffazione dipende dal piano telefonico.

  1. Utente Skype su pc: costo effettivo rappresentato dalla tariffazione del traffico UMTS per inviare e ricevere i dati.
  2. Utente Skype su telefonino WiFi collegato ad un access point: come sopra.
  3. Utente Skype su telefonino WiFi non collegato ad un access point o Utente normale: come sopra più la tariffazione di SkypeOut quindi per i fissi vige la tariffa globale di 1,7 centesimi di Euro al minuto (nella maggior parte delle destinazioni), per i mobili in Italia 25 centesimi al minuto

In questo caso a meno di piani flat UMTS (ne faranno mai di vantaggiosi?) o promozioni particolari possiamo subito capire che il costo del traffico UMTS andrà a far perdere tutti i vantaggi del VoIP.

In conclusione direi che possiamo solo sperare per accordi felici tra gli operatori che abbiamo e Skype, una volta che lo scenario sarà delineato basterà avere un cellulare con supporto WiFi e installarci Skype. Per i punti d’accesso WiFi a parte quello casalingo e quello dell’ufficio si può ricorrere a comunità come FON, nel peggiore dei casi si userà il cellulare alla “vecchia” maniera!

Poca manodopera specializzata?

Un articolo di Alfonso Maruccia dal titolo “La guerra mondiale per le professionalità IT” appare su PI del 9 novembre. L’allarme lanciato è chiaro: scarsa disponibilità di esperti e lavoratori specializzati per il settore dell’Information Technology. La situazione si fa critica anche in India dove:

Kiran Karnik, presidente dell’associazione di settore Nasscom, approfittando dell’occasione di una conferenza nella città di Hyderabad denuncia: la scarsa disponibilità di ingegneri del software e laureati specializzati sarà la sfida più grande che l’industria IT del paese dovrà affrontare. Il settore necessita attualmente di 350.000 ingegneri all’anno, ma la disponibilità è di sole 150.000 unità lavorative tra quelle più preparate. Il trend negativo sta così creando un gap di talenti che preoccupa per i suoi possibili effetti sul medio termine.

E in Italia?

E l’Italia? Al solito sta a guardare: i nostri specialisti vedono minacciata la propria posizione da parte di nuovi lavoratori provenienti dai paesi dell’est, disposti ad offrire le loro skill per stipendi ridicoli. Ai professionisti del bel paese non rimane altro da fare che emigrare in quei paesi che si dimostrano capaci di apprezzarli e valorizzarli in maniera adeguata. Sul medio/lungo termine, il fenomeno potrebbe diventare un boomerang dagli effetti estremamente negativi su tutta l’economia nazionale.

C’è da dire che esistono alcune differenze tra la situazione italiana e quella estera. Innanzitutto il livello medio dei progetti portati avanti da aziende italiane è inferiore al livello medio dei progetti delle aziende straniere, è risaputo che in Italia non si produce software di un certo “rango”. Qui l’economia è già a rotoli e nessuno pensa a spendere in IT guardando tali spese come investimenti. Qui i professionisti in grado e nelle condizioni di emigrare sono solo una piccola parte, tutti gli altri per diversi motivi sono “legati” alla propria terra e sono costretti a farsi sfruttare o cambiare lavoro. Qui molte professioni con specializzazione minore a volte permettono di vivere meglio rispetto a quelli che tengono duro e continuano a lavorare nel loro campo. Colpa degli stranieri che si svendono? Non credo, il problema è che qui tutti sono informatici. Basta saper fare un paio di cose appena appena più avanzate che si è informatici. Il sistema lavorativo non è meritocratico (salvo rari casi, perchè sì ci sono anche quelli), meglio avere un buon nome o una spinta per avanzare.

Sarà anche possibile assistere ad un’accelerazione del settore all’estero, qui si starà nello stesso limbo in cui ci si trova.