Hattrick compie 10 anni, con lui su Ansa.it va La Gazzetta di Hattrick

Hattrick.org, il manageriale online più diffuso al mondo, compie 10 anni e la stampa online gli dedica alcuni articoli. Al momento ne hanno parlato Ansa.it, LaStampa.it e Calciomercato.it. Nell’articolo dell’Ansa, prima pubblicato in parte e poi integrato, trova spazio anche La Gazzetta di Hattrick (di cui sono coordinatore assieme a Simone Borselli) nel paragrafo relativo alla community. Nel nostro piccolo ci fa piacere essere riportati, vorrà dire che qualcosa di buono lo facciamo pure noi :)

Anche se la TV è moribonda di certo l’IP TV non sta benissimo…

Leggo da PI che Vint Cerf (uno dei padri di internet) parlando al Edinburgh International Television Festival predice la morte della tv tradizionale (di cui si è già discusso più volte anche anni addietro) in favore dell’attesa rivoluzione della Internet Television, IP TV o NET TV. Di sicuro non è una novità che ci siano molte attese per quella che oggi chiamiamo IP TV che però è ben lontana dalle aspettative degli utenti cresciuti nell’era del boom di internet che hanno visto nascere e crescere servizi come YouTube dopo alcuni anni di presenza in rete (loro). La tv tradizionale (parlo per l’Italia, dell’analogico) non se la passa bene, possiamo dirlo, i contenuti sono pessimi ed il modello è ormai superato: l’unidirezionalità dell’informazione il suo limite. Ha però sicuramente dei pregi: il basso costo (anche se potremmo disquisire sul canone RAI), la copertura quasi totale del territorio e la facile accessibilità ad essa. Con il digitale terrestre si cercherà di dare qualcosa in più in termini di interattività ma questa tecnologia non sarà mai in grado di competere con Internet.

Parlando di IP TV invece il livello di innovazione è molto alto e le possibilità di integrazione e sviluppo di sempre nuovi servizi e strumenti la renderà il campo su cui lavorare per molti professionisti del settore nei prossimi anni. Tuttavia non possiamo trascurare i grossi problemi che attualmente ne bloccano lo sviluppo nel nostro paese: i backbone sono carichi fuori misura, la connettività (seria) e di una certa importanza costa (non bastano le adsl 4Mb casalinghe per un vero streaming real time), la copertura del territorio è penosa (digital divide). Senza utenti (molti) che possano fruire dei nuovi servizi questi ultimi non potranno crescere come ci si aspetta per mancanza di interesse, fondi e feedback. Dopo tutti questi problemi non dimentichiamoci che tre quarti della popolazione italiana (su base anagrafica) non sfrutta Internet perchè non la conosce o perchè non nè ha accesso.

Mi auguro di poter assistere a notevoli mutamenti della situazione descritta nei prossimi anni magari sfruttando un fantomatico WiMax che forse vedremo nel 2008 con chissà quali problemi.

Wii anche noi

Dopo un paio di mesi di pensieri siamo passati all’azione e ieri abbiamo acquistato il Nintendo Wii. Non ho ancora avuto modo di esaminare bene il tutto, c’ho solo giocato ieri sera tardi per una decina di minuti, ma posso assicurare che quando fuori piove e fa freddo può essere un modo per fare un po’ di movimento. Non per niente dopo 3 round di boxe ero già sudato ;-P

Tempo fa leggevo di un ragazzo che sfruttava il Wii come mezzo per dimagrire: ecco qui e qui i link.

Alcuni link utili

Sfrutta wifi non protetto: arrestato

E’ successo in Gran Bretagna e lo riporta il Corriere in questo articolo:

Se ne stava seduto su un muretto davanti a un’abitazione di Chiswick, distretto londinese, col suo Pc portatile sulle ginocchia. Navigava nell’internet, grazie a una connessione senza fili. Peccato che per quel servizio wireless, evidentemente non protetto da password, pagasse qualcun altro. Interrogato su cosa stesse facendo da due ausiliari della polizia di zona che passavano di lì, il 39enne ha ammesso di sfruttare una connessione altrui senza permesso. Ed è stato arrestato. Ha ottenuto la libertà provvisoria e sarà infine giudicato il prossimo ottobre in attesa di ulteriori indagini.

La legislazione inglese stabilisce che “Ottenere un accesso gratuito alla Rete, senza autorizzazione, è illecito”. Ma come ci si comporta con gli “sprovveduti” che disseminano il territorio di connessioni wifi non protette in alcun modo? Si tratta di tutte le persone che comprano un router od un access point wifi e lo collegano alla propria connettività senza un minimo di configurazione relativa alla sicurezza.

In Italia il decreto Pisanu obbliga gli internet point a richiedere i documenti di chi utilizza le connessioni internet “pubbliche” e tale provvedimento crea non pochi problemi ad iniziative (tipo Fon) che nonostante tutto chiedano l’autenticazione (per la rete pubblica) e una passkey wpa (per la rete privata). In teoria nel nostro paese chi ha un access point wifi collegato ad internet senza nessun tipo di protezione potrebbe incorrere in sanzioni visto che offre connessione “gratuita” e non protetta in un raggio d’azione che va oltre al perimetro casalingo e di dimensione in relazione alla potenza del segnale del dispositivo wifi.

Indubbiamente c’è qualcosa da migliorare sia dalla parte della legislazione che dalla parte degli utenti, lasciare connessioni non protette mette sicuramente in pericolo principalmente la rete interna degli utenti in questione che non sanno i rischi che corrono…

Da XviD a DivX in un secondo

Le due compressioni video maggiormente in voga da qualche tempo sono DivX e XviD, spesso confuse dai più e chiamate semplicemente DivX. La prima tecnologia (DivX) è la più “vecchia” ed appartiene alla DivX Inc. mentre la seconda (XviD) è un progetto open source originariamente basato su OpenDivX.

I due formati sono molto simili, tuttavia presentano alcune differenze che a volte possono creare dei problemi in fase di riproduzione dei contenuti su dei lettori “stand alone” (da salotto per intenderci). XviD infatti introduce delle funzionalità avanzate come il Global Motion Compensation (GMC, una tecnica che ottimizza la compressione in presenza di movimento globale della scena) e Quarterpel Motion Compensation (QPel) che raramente sono supportate dai lettori dvd/divx tradizionali. Altre volte è proprio il produttore del lettore dvd/divx a realizzare il proprio prodotto facendo in modo che non possa supportare codifice diverse da DivX, è il caso della Sony di cui posseggo un lettore DivX da tavolo. Come fare allora per avere dei filmati compatibili con tutti i lettori? La prima soluzione è quella di disattivare le funzioni GMC e QPel in fase di codifica, ma questo è possibile solamente quando siamo noi in prima persona a realizzare il filmato ed eseguirne la compressione. La seconda via, da utilizzare quando siamo l’utente finale dei contenuti compressi, è quella di “ingannare” il proprio lettore da tavolo facendogli credere che ciò che sta per riprodurre è codificato in DivX invece che in XviD. Come? Anche qui ci sono due strade:

  1. è la strada più semplice a prova di scimmia cliccante, praticabile purtroppo o per fortuna solamente dagli utenti Windows. Con l’ausilio del programma 4CC Changer si può cambiare in modo rapido e veloce il codice 4CC appunto sostituendo quello presente nel file del filmato con la codifica a noi più utile: DX50 può essere una buona soluzione. Non mi dilungo inutilmente su come usare il programmino, in rete troverete sicuramente molta documentazione.
  2. riservata agli utenti Linux o a chi non ha paura di usare un editor esadecimale. Per Ubuntu suggerisco GHex. Una volta aperto il file (a seconda della dimensione e delle risorse della macchina può passare un po’ di tempo) cercate nella colonna di destra il codice XVID e sostituitelo con DX50, salvate e testate se la modifica ha realmente effetti positivi sulla riproduzione dei contenuti utilizzando il lettore da tavolo.

Allego due immagini relative all’operazione di sostituzione del codice 4CC tramite GHex per chi incontrasse difficoltà nello svolgimento dell’operazione. La prima indica dove si trova il codice da cambiare, le seconda mostra il passo successivo.

Consiglio, prima di ogni operazione, di creare delle copie di backup dei file che state per modificare. Non rispondo in alcun modo per problemi creati seguendo la procedura sù citata nonostante l’abbia testata personalmente con risultati positivi.