Filtri al P2P e i problemi delle adsl
7 Gennaio 2008 » In informatica, internet
Tag: , class action, filtri, isp, p2p
Leggo via PI dell’ennesima bufera sui filtri P2P che alcuni isp attivano sulle proprie reti al fine di limitare i “danni” che alcuni utenti troppo attivi creano all’intero sistema. Infatti per ridurre il carico sulle strutture e ridurre l’utilizzo della banda nei momenti di picco questi filtri riducono la banda a disposizione degli utenti limitando l’uso di alcuni protocolli (p2p per esempio) o impedendo l’utilizzo di determinati servizi: chiaramente a discapito degli utenti che si sentono “truffati” dal comportamento dei loro isp.
In momenti come questo tornano alla ribalta cose come le class action, che potrebbero anche avere qualche effetto ma con la giustizia italiana solo dopo anni, e l’offuscamento dei dati o ancora meglio la cifratura degli stessi. In questo post non voglio parlare di questo ma vorrei guardare il problema da un’altra angolazione.
Partendo dal presupposto che questi soprusi sono inaccettabili e che gli utenti da soli non possano cambiare le cose (il potere è troppo sbilanciato ed alla fine molte volte i problemi si risolvono solo cambiando operatore) credo che possa porre rimedio a questa situazione solamente l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni imponendo determinati vincoli ai vari isp. I problemi sono tanti:
- le dorsali italiane e le varie centrali sono arretrate (backbone al collasso), il doppino di sicuro non è il miglior mezzo
- la rete è in mano ad un solo operatore (Telecom) che non ha intenzione di investire per gli altri, gli altri offrono coperture ridicole
- la maggior parte degli isp guarda solo ai numeri e non alla soddisfazione dei clienti e alla qualità dei servizi offerti (offerte in continua crescita senza investimenti per le infrastrutture): è meglio continuare a bombardare di pubblicità i potenziali clienti a colpi di 20MB/s piuttosto che parlare di banda minima garantita o di ulteriori coperture del territorio
- l’utente medio resta inebetito dalle offerte che vede in tv (20MB, tv on demand, voip tutto incluso) e sottoscrive contratti a cuor leggero salvo poi lamentarsi in lungo ed in largo per i disservizi che deve affrontare (mi ricorda un po’ la guerra dei processori a cui si assisteva tempo fa)
Dal mio punto di vista l’autorità garante dovrebbe imporre delle limitazioni agli isp in base alle disponibilità ed alle dimensioni delle proprie strutture impedendo effettivamente di offrire più di quanto si possano permettere. In questo modo non si avrebbero overbooking della banda e situazioni di limitazione dei servizi per riuscire ad evitare collassi della rete nelle ore di punta (ma non solo). Raggiunto il limite prestabilito l’isp dovrebbe investire realmente dei capitali per ampliare le proprie strutture e migliorare i propri servizi prima di poter offrire le proprie tariffe a nuovi clienti. Da quando ho avuto l’adsl, partita da 256/128, ad ogni upgrade la banda è stata raddoppiata (in download) fino ad arrivare a 4096/256 (ora che non sono più coperto da adsl è addirittura a 7168/384) mantenendo il prezzo e non credo migliorando le reti per coprire i balzi rappresentati dalla banda tecnicamente offerta a tutti i clienti (tutte le cifre sono in kbps).
Inoltre dovrebbe esserci una diversificazione delle tariffe in base alla possibilità o meno di sfruttare protocolli come il p2p (NGI offre delle offerte così formulate), chiaramente chi opta per un servizio “semplice” (senza p2p) dovrebbe beneficiare di sconti importanti. Il resto delle offerte dovrebbe comunque specificare chiaramenente il comportamento che l’isp intende assumere nei confronti del p2p, libero o limitato che sia. Molto importante sarebbe l’offerta di tariffe a banda minima garantita che possano appunto garantire servizi come per esempio il voip per il quale è indispensabile una certa qualità del “canale” di comunicazione per funzionare decentemente.
Purtroppo immaginare uno scenario del genere in Italia mi risulta parecchio difficile tenendo presente i problemi riportati precedentemente e l’unico scopo degli isp nostrani (Telecom in testa): sfruttare e derubare gli utenti per servizi che in altri paesi hanno ben altri costi e parametri.
Vi invito a commentare l’articolo e a condividere con me i vostri punti di riflessione.
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