I nostri dipendenti a Ballarò
19 Marzo 2008 » In politica
Tag: ballarò, co.co.pro, lavoro, legge biagi, melandri, pd, pdl
Ieri sera guardavo la replica di Ballarò su RaiSat Extra dove si parlava di un problema molto serio quanto dibattuto da parecchio tempo specialmente in periodo elettorale: lavoro precario, stipendi bassi, problema della quarta settimana…Tra i presenti vi erano ciaramente esponenti del PD e del PDL che più o meno gentilmente esponevano le proprie tesi e i propri programmi o promesse c’era la Melandri che finalmente pare aver recepito il problema dei falsi Co.Co.Pro. sotto ai quali si nascondono veri e propri rapporti subordinati. Di cosa parlo? Di tutti i lavoratori che assunti con un contratto di collaborazione a progetto si ritrovano a fare i dipendenti in tutto e per tutto con una retribuzione oraria tra l’altro spesso sotto la soglia di povertà, o meglio di tutti quei datori di lavoro che sfruttano in modo distorto questa forma contrattuale.
Come dicevo la Melandri pareva arrivare al cuore del problema: utilizzo non corretto della forma contrattuale e sfruttamento quindi del lavoratore. A questo punto era legittimo aspettarsi qualche proposta per far sì che questo non accadesse, controlli maggiori sulle aziende, sanzioni in caso di infrazione. Dopo tutto il Co.Co.Pro. è un contratto per una collaborazione a progetto dove il collaboratore è pagato per la realizzazione di un qualcosa in un determinato tempo e nei modi stabiliti dalle parti non imponendo vincoli di subordinazione come orari o luoghi di lavoro. Inoltre il compenso dovrebbe essere stabilito in base al valore del prodotto finale e delle tecniche e capacità richieste per la realizzazione. Aggiungo anche che questo tipo di contratto andrebbe utilizzato principalmente per le opere di ingegno e non per compiti ripetitivi e senza scopo (il progetto) finale come per esempio il classico commesso. Ero quasi sorpreso che finalmente qualcuno avessa capito il problema.
Invece la proposta dell’esponente del PD è stata: “soglia minima di 1000-1100€ al mese per i co.co.pro“. Da qui la conclusione: non ha capito un cazzo. Cosa parliamo di compenso mensile quando facciamo riferimento ad una tipologia di contratto che non prevede subordinazione e vincoli di orari e luoghi? Un progetto può richiedere 2 mesi di lavoro e valere 10, un altro può richiede sempre 2 mesi e valere 100 perchè le competenze in gioco sono molto più alte e la difficoltà del progetto è maggiore. Non ha quindi senso parlare di soglia minima mensile facendosi confondere dai regolari contratti subordinati dove si è pagati per essere a disposizione per tot tempo per n giorni la settimana.
Come sempre poche idee e ben confuse, ci sarà da ridere ad aprile…
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Già, proprio grasse risate…