Colazione da Wired
13 Novembre 2008 » In blog, eventi
Tag: colazione, evento, italia, nova, wired
Ieri mattina ho seguito via Mogulus l’evento “Colazione da Wired” l’evento organizzato dal futuro direttore di Wired Italia Riccardo Luna per incontrare alcuni tra i (soliti) noti rappresentati della blogosfera italiana e raccogliere loro impressioni, opinioni, suggerimenti sul futuro lancio di Wired in Italia.
Si è parlato di…
La tavola rotonda, iniziata con ben 50 minuti di ritardo sulla tabella di marcia, ha avuto modo di spaziare in lungo ed in largo su vari argomenti che teoricamente ricadono tutti dentro ad un grande insieme rappresentante il futuro contenuto di Wired Italia. In due parole? Innovazione e tecnologia. Partiti da quello chè c’è ora in giro per arrivare a ciò che manca si è passati a ipotizzare i modi e gli scopi che il mensile dovrebbe raggiungere per avere successo in un campo che è tutt’altro che semplice.
Come sarà?
Tra i tanti interrogativi, a 100 giorni dal lancio, quello che è certo è che Wired Italia non sarà la copia di Wired e nemmeno la andrà a sostituire in edicola dove sarà possibile trovare tutti e due i prodotti. In qualità di mensile, e vista la presenza di Nova tra i concorrenti, Wired dovrà essere capace di offrire innanzitutto contenuti di altissima qualità con approfondimenti ampi e dettagliati andando a coprire tutti gli argomenti relativi a storie e vincende legate a realtà italiane (in primis) oltre a novità importanti in ambito internazione che possano avere una qualche rilevanza per il nostro paese.
Personalmente…
Un errore che secondo me Wired Italia non dovrebbe commettere sarebbe quello di cercare di raggiungere più lettori (paganti) possibili piuttosto che cercare di avere lettori di qualità. Capisco che il prodotto editoriale ha costi enormi da sostenere per sopravvivere ma le aspettative sul prodotto finale sono molto alte e deludere il lettore più attento è sinonimo di averlo perso per sempre. Non stiamo parlando di un “PC Facile” o qualsiasi altra rivista “simil tecnica” ma stiamo parlando di Wired, un nome che dovrebbe essere una garanzia.
Per contro una cosa detta durante la tavola rotonda su cui sono d’accordo è il compito di “connettore” che la rivista e tutto il progetto potrebbe assumere per cercare di soddisfare digital nativi e non. Compito arduo ma ambizioso e da non trascurare.
Sono molto interessato a sentire i pareri di altri che hanno seguito l’evento, i commenti sono aperti come sempre!
Alcuni link interessanti sull’argomento (in aggiornamento):
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