La coda FIFO, questa sconosciuta…
19 Novembre 2008 » In eventi, life, musica
Tag: coda, educazione, fifo, mediaworld, negramaro
Sono appena uscito dall’ufficio e devo andare di corsa alla MediaWorld per acquistare alcuni biglietti (per me, Orietta e altri amici) per il concerto dei Negramaro del 18 dicembre a Treviso (Palaverde). Vista l’ora c’è un po’ di traffico ma sono poco distante dal negozio e complice un semaforo verde in pochi minuti sono nel parcheggio. Trovo anche un posto vicino l’ingresso, guarda come ti sorride il mondo!
Scendo dalla macchina ed entro nel centro commerciale dove mi dirigo subito al banco dedicato ad attivazioni varie, assitenza e tutto ciò che ha a che fare con le scartoffie. Ci sono 3 commesse dietro al banco più un ragazzo che si occupa di attivazioni di telefonia. C’è una signorina che attende il suo turno davanti alla cassa, mi accomodo due passi dietro a lei ed attendo. Ci sono altri clienti che aspettano appoggiati al banco, le commesse si stanno occupando di loro.
Le cose vanno un po’ per le lunghe, sono passati già 5 minuti e devono ancora servire la ragazza davanti a me quando un signore di mezza età con baffo irsuto e capello giallastro pettinato tutto all’indietro (con le righe lasciate dal pettine ben visibili) si apposta di fianco a me ma mezzo passo più avanti. Già mi immagino la scena della commessa che dice “Prego” e lui che mi passa avanti, sto già facendo grasse risate tra me e me. Visto che l’attesa si protrae il signore pare abbandonare e va a farsi un giro, “peccato non si ride” penso.
Subito dopo però arriva un ragazzo con un qualche dispositivo (forse un lettore dvd) nella sua bella confezione con sopra delle bolle e si appoggia bel bello sul banco vicino alla cassa dove stiamo facendo la fila. Ha qualche anno più di me ma nemmeno molti, capelli corti e barba ben rasata. Dietro a me nel frattempo sono arrivate altre due o tre persone che attendono il loro turno in modo ordinato.
Finalmente arriva una commessa a servire la ragazza davanti a me che presenta delle carte e parla un po’ con la gentile commessa che gliene rende delle altre e la saluta. La commessa finisce di sistemare delle carte e fa la fatidica domanda “a chi tocca?“. Io tranquillo del mio turno parto con un “Ciao, avrei bisogno di…” alchè anche il ragazzo con il pacco sul banco abbozza qualcosa, la commessa subito se ne lava le mani con un “decidete voi” nonostante abbia potuto ben vedere da quanto sono qui in fila.
E’ il mio momento, il signore di prima s’è salvato in corner, questo non ha scampo. Molto pacato faccio presente “Mah guarda non credo ci siano dubbi, è dieci minuti che sono qui in coda e ti ho pure visto arrivare e metterti lì, ero già qua non mi hai visto?”, il ragazzo nega l’evidenza e ci prova comunque puntando sul fatto che “devo solo cambiare delle carte”, rispondo e chiudo “si tra un attimo puoi fare tutto”. Nel frattempo la commessa mi chiede di che biglietti fossi in cerca e dopo un rapido controllo al terminale torna dicendomi “non ci sono”.
Ora le balle un po’ mi girano: 15 minuti di coda, 2 cafoni che provano a passarmi davanti e alla fine della fiera non ho nemmeno i biglietti in mano. Saluto e me ne vado veloce a casa a vedere se su TicketOne ci sono biglietti da prendere direttamente online e farseli spedire con il corriere. Di solito cerco di evitare le spese aggiuntive del corriere (9,99€) e quelle di servizio di TicketOne ma non essendoci altre vie questa volta mi accontenterò di avere i biglietti.
Mi connetto, cerco le credenziali per autenticarmi sul sito, cerco l’evento e dopo pochi minuti ho eseguito l’acquisto con tanto di pagamento con carta di credito. Tutto a posto, nessuno rimarrà deluso per un evento mancato.
L’Italia ed il popolo italiano hanno molti problemi e molti di essi sono davvero grandi. Ma per migliorare le cose si deve partire sempre dal piccolo come cercare di capire come funziona la “coda”, basata sul principio del FIFO (First In, First Out). Il suo funzionamento è molto semplice e se non siete capaci di immaginare delle persone in fila perchè venite dal medioevo o perchè per esempio non siete mai usciti dal “belpaese” cercherò di spiegarvelo come farei con dei bambini: prendiamo un tubo di gomma, sì uno di quelli per bagnare le piante nell’orto, ed un secchiello di biglie di vetro con diametro leggermente inferiore al diametro interno del tubo.
Con un pennarello indelebile scriviamo i numeri dall’uno al cinque su cinque biglie. Poi procediamo ad inserirle nel tubo in ordine numerico: 1, 2, 3, 4, 5. Ora incliniamo leggermente il tubo in modo da far scorrere le biglie verso l’altra estremità dove con due dita evitiamo che scappino fuori tutte assieme; le facciamo uscire una alla volta facendo ben attenzione all’ordine dei numeri: 1, 2, 3, 4, 5. Proprio come sono entrate! Facile no?! Se hai capito prova ad immaginare delle persone in fila e prova ad immaginare anche come verrebbero servite dalla gentile commessa…ora ci sei arrivato emerita testa di cazzo?
Le immagini con licenza Creative Commons by-nc-sa/2.0:
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