E’ da qualche giorno che penso a ciò che si è scatenato attorno ad un post di Fullo, a cui va tutta la mia solidarietà, relativo allo stato attuale della comunità italiana PHP. Alla luce delle lamentele legate all’introduzione di un costo di partecipazione per il PHPDay 2009 (negli anni precedenti sempre gratuito) e della scarsa partecipazione ad un evento come la PHPCon Italia, il presidente del GrUSP ha espresso tutta la sua delusione verso una comunità che forse (al momento) non merita tutto l’impegno (tempo e denaro) profuso per l’organizzazione di eventi che ritengo fondamentali per l’aggiornamento continuo che una qualsiasi figura in campo IT debba portare avanti.
Partiamo dal PHPDay
La conferenza è sempre stata gratuita, anche l’anno scorso a Rimini quando si è iniziato a riempire due giornate di workshop e di talk invece che una sola come negli anni precedenti. Organizzare un evento del genere costa tempo e denaro visto che gli ospiti sono internazionali e vengono rimborsati di tutte le spese. Ci sono degli sponsor ma le spese essendo superiori richiedono un’autotassazione da parte degli organizzatori chefanno di tutto per la riuscita dell’evento. Proprio l’anno scorso il fatto che i presenti fossero molto minori dei pre-iscritti (gratuiti ripeto) ha fatto si che si spendesse più di quanto realmente necessario per la location, questo ha spinto – già a chiusura dell’evento – l’organizzazione ad anticipare che probabilmente l’appuntamento successivo sarebbe stato a pagamento (piccola somma) quale garanzia di presenza onde evitare il ripetersi di una situazione del genere. Giusto. Inizialmente questa cifra avrebbe dovuto essere molto piccola, poi tramite un sondaggio sul sito ufficiale è stato chiesto fino a che punto i partecipanti sarebbero stati disposti a pagare per l’evento e l’associazione avrà fatto i suoi conti per cercare di dar vita ad un appuntamento serio come al solito senza per questo rimetterci personalmente. I prezzi li trovate pubblicati con tanto di offerta early bid, voi risparmiate parecchio e permettete a chi organizza di capire in anticipo come si debba muovere. Personalmente all’inizio sono rimasto un po’ stupito, poi analizzando bene l’offerta mi sono reso conto che è tutto quanto giustificato e contiene (oltre all’accesso all’evento): iscrizione all’associazione (30€), pranzo e maglietta ufficiale (10€). La spesa dei due giorni senza early bid, quindi piena, è meno della metà se non addirittura un terzo di quanto spenda in manualistica tecnica ogni anno. Ora visto che il settore in cui lavoriamo è in continua evoluzione ed aggiornarsi è fondamentale, non solo per applicare soluzioni innovative ai prodotti ma anche per un arricchimento personale, non vedo come una spesa minima (tra l’altro deducibile per i professionisti o a carico dell’azienda per i dipendenti) non possa essere affrontata per un ritorno in termini informativi molto maggiore oltre alla possibilità di confrontarsi direttamente con “colleghi” da cui carpire utili suggerimenti. Posso capire che in Italia nelle piccole aziende si spenda poco, troppo spesso nulla, in formazione/aggiornamento ma se non chiedete non potrete mai sapere. Fate voi il primo passo magari la risposta è diversa da quanto vi aspettiate. Inoltre se il problema è proprio il fatto che l’evento non sia più gratuito allora non avete capito niente dello spirito delle community dove oltre ad avere/chiedere arriva anche il momento di dare (tempo, denaro, supporto o quello che volete). Non posso capire invece chi si lamenta per la prevalenza di talk in inglese: studiatelo o cambiate lavoro cari miei.
Passiamo alla PHPCon
Dell’evento in sè ho già parlato e non credo sia necessario ribadire la qualità dei contenuti presentati e la soddisfazione generale dei presenti. Quello di cui voglio parlare è invece l’affluenza degli addetti ai lavori: una cinquantina circa. Personalmente credevo di trovare qualcuno in più, di sicuro non i numeri della versione tedesca, ma almeno un centinaio di persone. Si aggiunga che la maggior parte dei partecipanti era di Roma, quindi giocava in casa, e da lontano non eravamo in molti. Anche questo secondo me è a testimonianza di uno scarso interesse all’aggiornamento anche in occasione di eventi di un certo peso come la PHPCon, certamente alla prima apparizione italiana, ma da molti anni attiva all’estero. Qui le spese sono sensibilmente maggiori rispetto al PHPDay e lo sforzo da fare per parteciparvi è comprensibile, tuttavia le motivazioni di fondo che spingono alla partecipazione sono le stesse. Mi auguro di cuore di poter essere presente alla seconda edizione di una conferenza molto, e dico molto, interessante.
Concludendo
Se la direzione presa dal PHPDay servirà a fare un po’ di selezione tra utenti amatoriali e non, dal mio punto di vista, c’è solo da gadagnare da una leggera riduzione dei partecipanti. Il guadagno inoltre sarà in termini di credibilità in ambito enterprise, cosa che all’estero già si vede da tempo a quanto pare. Della scarsa partecipazione della comunità, quando si tratta di fare qualcosa di concreto da dare agli altri, mi sono accorto in prima persona con PHPBlog.it per il quale non sono stato in grado di trovare gente motivata per partecipare al progetto. Diversa è stata invece la risposta per la traduzione della documentazione di symfony portata avanti in dicembre e che a breve dovrebbe dare un ulteriore frutto per la comunità italiana… Siamo davvero così pochi a credere in quello che facciamo ed a cercare di migliorarci continuamente? A livello nazionale parlando di PHP quanti sono i professionisti degni di tale nome (includo anche i dipendenti)? Siamo davvero perle rare come le definisce Fullo?
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