La deriva: finita la lettura

Durante l’ultimo viaggio ho avuto modo di terminare in santa pace la lettura de “La deriva” di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. La lettura è corsa via veloce e in un paio di giorni avevo ben che finito il libro nonostante il contenuto a volte andrebbe preso a piccole dosi.

Che dire, come per “La casta” la precisione e la minuziosità dei fatti portati alla luce dal dossier è disarmante. A lato di fatti più o meno noti vengono a galla altri misfatti che portano alla mente molte espressioni colorite che non voglio riportare qui sul blog. La vostra immaginazione può bastare.

La cosa peggiore è che molti problemi sono così evidenti quanto sono evidenti le soluzioni drastiche che ogni cittadino normale (non servono cittadini modello) apporterebbe per chiudere quanto prima dei capitoli di cui un paese dovrebbe vergognarsi. Eppure i nostri dipendenti pare abbiano il prosciutto davanti agli occhi, curano il proprio orticello e guardano al proprio profitto. E’ così non provate a replicare, non ci sono vie di scampo.

Cosa mi resta di questi due libri? Tanta voglia di cambiare le cose. Che sia possibile? Non lo so, e sinceramente per ora non vedrei come porterlo fare. Suggerimenti?

Se qualcuno fosse interessato al libro sappia che ho deciso di vendere la mia copia a 12,00€ (prezzo di copertina 19,50€), battete un colpo per ulteriori informazioni.

Negramaro a San Siro

Sabato 31 maggio assieme ad altre 40mila persone (circa) ho assistito al concerto dei Negramaro a San Siro (la scala del calcio, Milano). Prima band italiana a suonare lì con un gran successo direi. Partenza sabato mattina ore 7, alle 11 eravamo già in hotel a Milano. Hotel Arizona scelto appositamente poco distante dallo stadio (3km, una ventina di minuti di passeggiata) per arrivarci a piedi ed evitare di restare imbottigliati nel traffico a fine concerto. Spuntino fuori dallo stadio poi si attende l’apertura dei cancelli poco prima delle 15, poi si entra e si prende posto nel primo anello verde (è stato deciso all’unanimità di evitare il prato).

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