Arbitri e critiche dopo Reggina – Juventus

Torna nella bufera la classe arbitrale dopo gli esisodi di Reggio Calabria dove la Juventus si ritiene penalizzata per l’arbitraggio di Dondarini che nega a dir loro 3 rigori alla squadra bianconera e ne assegna uno nel recupero finale che regala la vittoria ai padroni di casa scatenando le iree della dirigenza della Juventus.

E’ con una lettera aperta indirizzata a Federcalcio ed Aia che Cobolli Gigli e Blanc, presidente ed amministratore delegato della società, sfogano la propria rabbia per “richiedere un intervento dei massimi organismi federali a garanzia della regolarità del campionato“. Il passaggio saliente è il seguente “Ancora una volta, nel corso di questa stagione, la Juventus è stata danneggiata in modo irreversibile dalle decisioni del direttore di gara. Il ripetersi di episodi così gravi impone di richiedere un intervento dei massimi organismi federali a garanzia della regolarità del campionato e a tutela dell’impegno e della professionalità dei giocatori, dei tecnici, dei dirigenti della Juventus“.

Chiaramente in tutte le trasmissioni domenicali si è scatenato il processo sommario agli arbitri e alle designazioni (chiamando in causa Collina) non ritenuti all’altezza e non in grado di giudicare episodi che gli ospiti non sempre riescono a giudicare a loro volta dopo aver visto e rivisto moltissime volte con l’ausilio della moviola per di più da varie angolazioni.

L’errore arbitrale fa parte del gioco, come un gol sbagliato, eppure è più determinante. Le pressioni sull’arbitro sono sicuramente maggiori di quelle sui giocatori, anche gli arbitri sono uomini e possono sbagliare. Va ricordato che devono prendere decisioni in una frazione di secondo valutando situazioni in cui i giocatori chiaramente cercano di tirare l’acqua al proprio mulino senza in alcun modo agevolare la direzione di gara.

A questo punto se facessi parte dell’Aia proporrei uno sciopero ad oltranza finchè tutto il carrozzone non decidesse di cambiare atteggiamento per quello che in fondo rimane un gioco. A tutto c’è un limite, credo proprio che sia stato oltrepassato.