I nostri dipendenti a Ballarò

Ieri sera guardavo la replica di Ballarò su RaiSat Extra dove si parlava di un problema molto serio quanto dibattuto da parecchio tempo specialmente in periodo elettorale: lavoro precario, stipendi bassi, problema della quarta settimana…Tra i presenti vi erano ciaramente esponenti del PD e del PDL che più o meno gentilmente esponevano le proprie tesi e i propri programmi o promesse c’era la Melandri che finalmente pare aver recepito il problema dei falsi Co.Co.Pro. sotto ai quali si nascondono veri e propri rapporti subordinati. Di cosa parlo? Di tutti i lavoratori che assunti con un contratto di collaborazione a progetto si ritrovano a fare i dipendenti in tutto e per tutto con una retribuzione oraria tra l’altro spesso sotto la soglia di povertà, o meglio di tutti quei datori di lavoro che sfruttano in modo distorto questa forma contrattuale.

Come dicevo la Melandri pareva arrivare al cuore del problema: utilizzo non corretto della forma contrattuale e sfruttamento quindi del lavoratore. A questo punto era legittimo aspettarsi qualche proposta per far sì che questo non accadesse, controlli maggiori sulle aziende, sanzioni in caso di infrazione. Dopo tutto il Co.Co.Pro. è un contratto per una collaborazione a progetto dove il collaboratore è pagato per la realizzazione di un qualcosa in un determinato tempo e nei modi stabiliti dalle parti non imponendo vincoli di subordinazione come orari o luoghi di lavoro. Inoltre il compenso dovrebbe essere stabilito in base al valore del prodotto finale e delle tecniche e capacità richieste per la realizzazione. Aggiungo anche che questo tipo di contratto andrebbe utilizzato principalmente per le opere di ingegno e non per compiti ripetitivi e senza scopo (il progetto) finale come per esempio il classico commesso. Ero quasi sorpreso che finalmente qualcuno avessa capito il problema.

Invece la proposta dell’esponente del PD è stata: “soglia minima di 1000-1100€ al mese per i co.co.pro“. Da qui la conclusione: non ha capito un cazzo. Cosa parliamo di compenso mensile quando facciamo riferimento ad una tipologia di contratto che non prevede subordinazione e vincoli di orari e luoghi? Un progetto può richiedere 2 mesi di lavoro e valere 10, un altro può richiede sempre 2 mesi e valere 100 perchè le competenze in gioco sono molto più alte e la difficoltà del progetto è maggiore. Non ha quindi senso parlare di soglia minima mensile facendosi confondere dai regolari contratti subordinati dove si è pagati per essere a disposizione per tot tempo per n giorni la settimana.

Come sempre poche idee e ben confuse, ci sarà da ridere ad aprile…