Il PD cambia leader ma non cambia musica

Dopo l’esile Walter (esile per lo spessore politico sia chiaro) ecco che arriva Franceschini per cercare di risollevare le sorti del PD in vista delle prossime europee in cui è d’obbligo cercare di imbucare qualche amico di partito. Chiaramente questa scelta è stata fatta senza tenere conto dei tesserati (o meglio dei simpatizzanti perchè pare che il tesseramento non sia ancora stato fatto) cosa che personalmente, quando tutto va a rotoli da troppo tempo, io farei e pure di corsa.

Purtroppo quelli del PD sono, come dice il buon Matteo che di queste cose se ne intende, legati a logiche troppo vecchie ma vogliono sembrare nuovi e non se ne rendono conto…Infatti per non sbagliarsi Franceschini ha pensato bene di iniziare a parlare subito contro Berlusconi invece che cercare di raccogliere i pezzi rotti del partito (un eufemismo) di cui si trova alla guida (tanti auguri). Quando qualcuno con idee diverse da quelle del centro-destra capirà che si deve lottare per il paese e non per vincere la guerra con il leader del PDL forse potremo vedere qualcosa di sensato in questa politica italiana ormai da troppo tempo lontana dai bisogni dei cittadini che continuano, ricordate bene, a finanziare il giocattolo.