Anche se la TV è moribonda di certo l’IP TV non sta benissimo…

Leggo da PI che Vint Cerf (uno dei padri di internet) parlando al Edinburgh International Television Festival predice la morte della tv tradizionale (di cui si è già discusso più volte anche anni addietro) in favore dell’attesa rivoluzione della Internet Television, IP TV o NET TV. Di sicuro non è una novità che ci siano molte attese per quella che oggi chiamiamo IP TV che però è ben lontana dalle aspettative degli utenti cresciuti nell’era del boom di internet che hanno visto nascere e crescere servizi come YouTube dopo alcuni anni di presenza in rete (loro). La tv tradizionale (parlo per l’Italia, dell’analogico) non se la passa bene, possiamo dirlo, i contenuti sono pessimi ed il modello è ormai superato: l’unidirezionalità dell’informazione il suo limite. Ha però sicuramente dei pregi: il basso costo (anche se potremmo disquisire sul canone RAI), la copertura quasi totale del territorio e la facile accessibilità ad essa. Con il digitale terrestre si cercherà di dare qualcosa in più in termini di interattività ma questa tecnologia non sarà mai in grado di competere con Internet.

Parlando di IP TV invece il livello di innovazione è molto alto e le possibilità di integrazione e sviluppo di sempre nuovi servizi e strumenti la renderà il campo su cui lavorare per molti professionisti del settore nei prossimi anni. Tuttavia non possiamo trascurare i grossi problemi che attualmente ne bloccano lo sviluppo nel nostro paese: i backbone sono carichi fuori misura, la connettività (seria) e di una certa importanza costa (non bastano le adsl 4Mb casalinghe per un vero streaming real time), la copertura del territorio è penosa (digital divide). Senza utenti (molti) che possano fruire dei nuovi servizi questi ultimi non potranno crescere come ci si aspetta per mancanza di interesse, fondi e feedback. Dopo tutti questi problemi non dimentichiamoci che tre quarti della popolazione italiana (su base anagrafica) non sfrutta Internet perchè non la conosce o perchè non nè ha accesso.

Mi auguro di poter assistere a notevoli mutamenti della situazione descritta nei prossimi anni magari sfruttando un fantomatico WiMax che forse vedremo nel 2008 con chissà quali problemi.