La casta

Così i politici italiani sono diventati intoccabili: in meno di una settimana ho ultimato la lettura di questo libro che più che altro è un dossier di denuncia pieno di “storie stupefacenti, numeri da bancarotta e aneddoti spassosi”. I due giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella hanno realizzato un lavoro molto completo che per il bene del proprio sonno va letto nelle giuste dosi senza eccedere.

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Finanziaria: VoIP nella PA?

Dalle prime indiscrezioni sulla finanziaria 2008 (prese molto probabilmente da una bozza che Palazzo Chigi definisce superata) pare che il Governo voglia introdurre, dal 1° gennaio e comunque dalla scadenza dei contratti relativi, l’obbligo per la pubblica amministrazione centrale di utilizzare il VoIP al posto della fonia tradizionale al fine di limitarne le spese collegate. Il tutto, secondo le stime, porterebbe nel 2010 ad aver risparmiato una cosa come 450 milioni di euro. Di sicuro non ci vuole un genio per proporre una cosa del genere, i problemi veri saranno legati all’attuazione di un progetto di tale portata. I soliti maligni (credo di essere tra questi) ora diranno: “sicuramente l’azienda che prenderà l’appalto per la fornitura dei centralini VoIP e di tutti gli apparati necessari sarà legata a qualche parlamentare…o amico di parlamentare…”. Che dite? Staremo a vedere!

Repubblica Obbligo di telefonate via internet per le amministrazioni

Le amministrazioni centrali sono tenute, dal prossimo gennaio, a utilizzare i servizi “voce tramite protocollo internet”, cioè le cosiddette telefonate Voip, previste dal sistema pubblico di connettività. E’ quanto prevede un articolo di una delle ultime bozze della finanziaria che stasera sarà all’esame del Consiglio dei Ministri. L’obiettivo sarà monitorato e in caso di mancato adeguamento sarà ridotto del 30% l’importo delle risorse stanziate per le spese di telefonia.

Corriere TELEFONATE VIA VOIP - «Le pubbliche amministrazioni centrali sono tenute ad utilizzare i servizi “Voce tramite protocollo internet” (Voip) previsti dal sistema pubblico di connettività o da analoghe convenzioni stipulate a livello territoriale». È una delle novità che emergono dalla bozza della legge finanziaria all’articolo relativo alla «razionalizzazione delle spese comuni telefonici mediante migrazione verso i servizi Voip». Una misura che decorre «dal 1° gennaio e comunque dalla scadenza dei contratti relativi ai servizi di fonia» e che prevede al 2010 risparmi per 451 milioni di euro: «complessivamente una riduzione di 25 milioni di euro per l’anno 2008, 140 milioni di euro per l’anno 2009 e 286 milioni di euro a decorrere dal 2010».

Interessante anche la riduzione degli organici dei ministeri, degli enti autonomi e delle agenzie fiscali del 5% e del 10% per quanto riguarda i dirigenti di prima fascia. A quando la riduzione drastica degli stipendi dei parlamentari e dei politicanti in genere? A quando la rimozione della pensione dopo 2 anni e mezzo di legislatura? Ci sono moltissime altre cose che aiuterebbero a ridurre la spesa pubblica…

Link correlati:

Spinelli in classe?

Ennesimo caso di droga tra i banchi portato alla luce direttamente dai colpevoli. Pare essere l’ultima moda, riprendere tutto con il cellulare e pubblicare su internet. Anzi credo che ormai si vada a scuola proprio per sentirsi piccoli registi e immortalare fatti da fiondare poi sul web. Ma è questa l’istituzione che ha il compito di formare gli adulti di domani? Non sarà mica solo colpa delle famiglie e degli studenti (che sicuramente hanno la loro parte) se poi vediamo professori che “rollano” per gli alunni…o professoresse che si lasciano “coccolare” un po’ troppo, per citare solo alcuni episodi. Come se non bastasse al Governo c’è qualcuno che tempo fa tentò di raddoppiare la quantità di droga per uso personale (fortunatamente la cosa non è andata in porto diventando legge) e che ora appoggia l’idea di distribuire kit antidroga alle famiglie per controllare i propri figli. Appena due giorni fa un 15enne è morto nei corridoi di un istituto tecnico milanese ma la cosa pare già dimenticata senza nessun giro di vite. E’ il momento di voltare pagina e cambiare metodi di controllo.

Alcuni riferimenti:

Brogli. Ancora?

Dopo le prime proiezioni sul voto in Sicilia pare che il candidato della CdL Cammarata sia in netto vantaggio sul suo rivale Orlando esponente del Centrosinistra. Torna alle nostre orecchie l’urlo dello scandalo dei brogli elettorali di qualche tempo fa…questa volta è però Orlando a denunciare “brogli enormi” e a chiedere l’annullamente delle elezioni. Si parla di “esistenza di parecchie schede fotocopia nelle urne votate. In una stessa sezione il 25% nella schede riporta il nome dello stesso candidato scritto con la stessa mano e con una matita copiativa non fornita al seggio“. Vedremo altri nostri soldi andare in fumo?

Caso Peppermint e le 4mila raccomandate

Via PI leggiamo delle 4 mila raccomandate (le pagine qui qui e qui) partite dallo studio legale Mahlknecht & Rottensteiner, che opera per conto dei discografici tedeschi di Peppermint. Per portare a termine l’operazione della società svizzera specializzata Logistep è stato necessario che il Tribunale di Roma imponesse a Telecom di fornire i dati degli utenti corrispondenti agli ip registrati come “cattivi”. La raccomandata propone la cancellazione di tutti i file scaricati illegalmente (rientranti tra le opere degli artisti sotto contratto con Peppermint) e il pagamento di 330€ a titolo di parziale risarcimento, pena il passaggio al procedimento di denuncia/querela penale.

Ciò che più è curioso è riassunto brevemente dal quotidiano informatico:

L’arrivo delle raccomandate sottintende come il Garante della privacy nonostante il sollecito di Fiorello Cortiana abbia evitato di pronunciarsi in merito. Secondo Cortiana, membro del Comitato consultivo sulla Governance di Internet del Ministero dell’Innovazione, le azioni dei discografici in questo caso, “basate su un danno presunto e non documentato da prove”, si configurano come una forma di spamming giuridico a sostegno, tra l’altro, di “una ambigua postulanza”. In particolare Cortiana rilevava, subito dopo la pubblicazione su Punto Informatico della notizia dell’iniziativa Logistep-Peppermint, come secondo il Testo Unico sulla Privacy “l’IP (associato da Logistep ai file condivisi sul P2P, ndr.) è un dato personale, quindi non tutti i trattamenti possono essere fatti senza il consenso dell’interessato. In questo senso occorre capire come si configura e giustifica l’obbligo impartito al gestore telefonico di fornire le utenze associate agli IP ad un soggetto privato”.

Se quindi l’ip è un dato personale non è che tutta la faccenda si possa ritorcere contro lo studio legale o addirittura contro Peppermint? Teniamo però presente che è stato il Tribunale ad imporre la consegna dei dati posseduti da Telecom…su richiesta di un privato però e non delle forze dell’ordine. Credo che il fatto avrà degli strascichi giudiziari non indifferenti.