Voglio parlare con persone, non con brand

Oramai molte delle grandi aziende più conosciute sono sbarcate anche in quella parte del web rappresentata dai social network: Facebook, Twitter, FriendFeed, Google +. La presenza è importante e il modo di porsi con i propri clienti e quelli potenziali è fondamentale per la riuscita della campagna che l’azienda ha deciso di portare avanti su questi nuovi canali. Come vi sembrano le discussioni con i brand?

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Snaptu: social network a portata di mano con Symbian

Vodafone, che ogni tanto si ricorda di me, mi ha omaggiato di un mese di traffico wap con la promozione Free Wap. Ecco quindi che per sfruttare al meglio questo traffico dati a disposizione mi sono messo a cercare, come già fatto tempo addietro, un qualche client dedicato che mi permetta di accedere ai vari social network via wap e non via web.

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FaceBook: pregi e difetti

FaceBook, il social network più in voga del momento ricorderà l’anno 2008 come l’anno della sua definitiva esplosione. Gli utenti italiani lo sanno visto che in pochi mesi dall’apertura della versione italiana si sono iscritti a milioni a quello che si può definire il grande fratello del web 2.0. Sui giornali vengono proposti ad intervalli regolari articoli che santificano o demonizzano la creazione di Mark Zuckerberg, chiaramente non tutto ciò che viene detto rappresenta la verità o la bugia: la verità sta nel mezzo (a volte). Ecco quindi che vorrei proporre alcuni spunti di discussione su alcuni pregi e difetti di FaceBook dall’ottica dell’utente medio.

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Modelli di business: le possibilità per un progetto web

L’avvento del web 2.0 ha di sicuro portato una ventata di novità per gli utenti quanto per gli sviluppatori. Sono nate nuove applicazioni spesso in salsa social come per esempio social network, social news e qualsiasi altra cosa che possa fare coppia con social. Partita un’idea di successo il format è stato spesso replicato n volte da altri in cerca di fortuna o in caccia delle briciole lasciate dai più grossi. Lo user generated content ha segnato il passaggio tra due ere di internet: nella prima l’utente era solo fruitore, nella seconda l’utente è impegnato anche come produttore di contenuti.

Spesso questi nuovi progetti partono dal nulla ed offrono servizi più o meno utili gratuitamente, servizi che inevitabilmente hanno dei costi. Server, connettività, sviluppo sono tutte componenti a cui l’utente non pensa, ci dovrà invece pensare chi dirige il progetto se vuole che esso possa avere un reale successo non dettato dalla moda del momento.

E’ lecito quindi porsi una domanda quando si è di fronte ad un progetto in rampa di lancio o magari con già qualche migliaio di utenti felici utilizzatori del servizio offerto: ma come fanno a mantenere il tutto? Qual è il modello di business?

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